Via i politici dai vertici degli Ordini

Roma, 30 ott. (AdnKronos Salute) - Via i politici dai vertici degli Ordini professionali. Lo prevede una delibera dell'Autorità nazionale anticorruzione, diretta da Raffaele Cantone, che si rifà alla legge Severino e al decreto legislativo 39/2013. La delibera, firmata lo scorso 21 ottobre, sancisce di fatto l'incompatibilità nel ricoprire incarichi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali e la carica di parlamentare.

Insomma, dal 21 ottobre le norme anticorruzione previste dalla legge Severino valgono anche per i vertici degli Ordini professionali. Per mettersi in regola c'è tempo fino al 20 novembre. Altrimenti scattano le sanzioni. Gli Ordini professionali, infatti, proprio in qualità di enti pubblici, devono dotarsi di un piano triennale di prevenzione della corruzione e di uno della trasparenza. E, tra i nuovi obblighi è compreso il divieto per gli amministratori di avere doppie poltrone, una nell'ente e l'altra in politica.

Una doccia fredda per più di un politico, visto che in Parlamento, attualemente, siedono i presidenti dei tre principali Ordini sanitari: il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Amedeo Bianco (Pd), la presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, Annalisa Silvestro (Pd), il presidente dell'Ordine nazionale dei farmacisti, Andrea Mandelli (Fi) e il suo vicepresidente Luigi d'Ambrosio Lettieri (Fi).

Gli Ordini e i Collegi professionali, si legge nella delibera pubblicata sul sito dell'Authority, "dovranno predisporre il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale della trasparenza e il Codice di comportamento del dipendente pubblico, nominare il Responsabile della prevenzione della corruzione, adempiere agli obblighi in materia di trasparenza di cui al d.lgs. n. 33/2013 e, infine, attenersi ai divieti in tema di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi di cui al d.lgs. n. 39/2013".

L'Autorità "eserciterà, a far data dai 30 giorni successivi alla pubblicazione della delibera, i propri poteri di vigilanza sul rispetto dell'obbligo di adozione del Piano triennale della prevenzione della corruzione, del programma triennale della trasparenza o dei codici di comportamento e della nomina di un Responsabile della prevenzione della corruzione dell'ente". Prevista una sanzione amministrativa "non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l'adozione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza o dei Codici di comportamento".

Venerdì, Ottobre 31, 2014